Qualche riflessione ed alcune proposte sulle traduzioni dei crediti di fine episodio

Questo articolo vuole essere prima di tutto un insieme di spunti per riflettere sulle traduzioni dei crediti presenti nelle sigle di coda degli anime e per trovare degli adattamenti più funzionali e brillanti di quelli attuali, che spesso fanno parecchio desiderare poiché risultano incapaci di “spiegare” quello che è il ruolo delle figure in questione. Non intendo proporvi una o più lezioni di giapponese dedicate a questa terminologia tecnica, dal momento che non sono un professore né tantomeno possiedo un certificato JLPT appeso sul muro della mia stanza, ma spesso occorrerà entrare nel merito dei termini nipponici per chiarire al meglio i miei ragionamenti. Gli adattamenti che vi propongo sono soltanto un punto di partenza, sarei felice di sentire cosa ne pensate e come apportereste loro delle modifiche per renderli ancora più chiari e sintetici.

Le mie traduzioni si basano su due principi , che trovano la propria concretizzazione in quest’ordine di importanza:

1) Chiarezza nel descrivere il ruolo effettivo del professionista.

2) fedeltà rispetto all’espressione originale.

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Per cominciare occorre chiarire subito che i crediti di fine episodio non indicano sempre il ruolo della figura in questione in senso proprio. Non ci troviamo di fronte ad una categorica sequenza di “regista dell’episodio”, “key animators”, “regista generale”, “addetti alla fotografia”. Alcuni crediti indicano i ruoli, certamente, ma altri si riferiscono prodotto finito di chi possiede quel ruolo ed altri ancora non sono nemmeno sostantivi ma addirittura verbi. È necessario riportare questa diversità formale all’interno delle nostre traduzioni? Credo proprio di no. Ha qualche utilità? Nemmeno. Non è poi tanto dissimile dalla situazione in cui ci troviamo quando titoli di coda delle opere occidentali leggiamo “diretto da…, musiche di …” anziché “regia di…, musiche di…” ma occorrerà precisare quando ci troviamo di fronte ad una figura professionale o ad un verbo poiché a questo modo si potranno evitare errori come “L’enshutsu di questo episodio si chiama Nobukage Kimura” ed altri simili incorrettezze.

I primi crediti che occorre trattare sono 原画 (Genga) e 動画 (Douga), che indicano rispettivamente la key animation e l’inbetween animation, i keyframes e gli inbetween-frames, non i key animators e gli inbetweeners. Questi ultimi in giapponese sono detti rispettivamente原画マン (Gengaman) e  動 画マン  (Dougaman). Molto spesso questi due termini sono tradotti nel discorso italiano utilizzando direttamente la terminologia inglese, come ho fatto sopra. Tuttavia questa non è l’unica possibilità dal momento che esistono dei veri e propri equivalenti in italiano: intercalazione e intercalatore per inbetween frame e inbetweener, animatore chiave e fotogramma chiave (talvolta ho sentito pure parlare di disegno chiave) per key animator e keyframe. Dal momento che la differenza tra un animatore chiave ed un intercalatore non finisce con l’ottenere tante nuove sfumature in termini di compiti professionali a seconda della nazione che si prende in esame non ritengo che vi siano delle ulteriori specificazioni da aggiungere.

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Un 原画マン (Gengaman) mentre guarda verso il mare di nebbia.

演出( Enshutsu) viene comunemente tradotto con “episode director” in inglese e con “regista dell’episodio” in italiano. Questo adattamento coglie un punto fondamentale: il professionista creditato con 演出(Enshutsu) ha avuto il compito di dirigere la produzione dell’episodio che avete appena finito di vedere. È importante però dire che 演出 (Enshutsu) non è un sostantivo equivalente in qualche modo a 監督 (Kantoku), il regista della serie, ma deriva dal verbo 演出する (enshutsu suru) che significa “mettere in scena”, “produrre una coreografia”.  In altre parole, colui o colei al quale viene attribuito questo credito ha il compito di “costruire” materialmente l’episodio, di creare a partire dal materiale di pre-produzione. Ciò che emergerà da quella puntata sarà essenzialmente la visione di questa figura, magari con qualche correzione da parte del 監督 (Kantoku). Non a caso i background più tipici di chi è solitamente creditato con 演出 (Enshutsu) sono quelli di animatore e di assistente di produzione, due vere proprie pietre angolari del processo produttivo e “costruttivo” di un cartone animato. Se quindi “regista dell’episodio” è un’espressione semplice e chiara per tradurre 演出 (Enshutsu) dove si pone il problema con questa figura? A mio avviso quando la si contrappone al 監督 (Kantoku).

監督 (Kantoku) vuol dire letteralmente “supervisore” ma in ambito cinematografico e in animazione viene solitamente tradotto con “regista”. Il suo compito fondamentale è quello di fare 監督する (kantoku suru), ovvero si supervisionare, di gestire la produzione animata secondo la propria visione dell’opera e del prodotto. 監督 (Kantoku), in una serie televisiva, non è colui che si occupa di ideare le singole idee visuali presenti all’interno di ogni singolo episodio, ma si tratta di una figura che ha essenzialmente il compito di controllare che tutti i dipartimenti seguano degnamente la sua visione estetico-narrativa dell’opera. Nelle serie televisive anime, 監督 (Kantoku) realizza quasi sempre gli storyboard del primo episodio: a questo modo tutti coloro che si troveranno a fare 演出 (Enshutsu) dopo di lui avranno un’idea più o meno precisa del suo stile e dei canoni visivi che la serie vuole portare avanti. Questo però non significa che questa figura debba necessariamente imporre il suo modus operandi e le proprie tecnicità a tutti i costi. Ottimi esempi di fino a dove ci si può spingere pur rimanendo dei veri e propri 監督 (Kantoku) ce li forniscono due anime piuttosto recenti:  Sayonara no asa ni yakusoku no hana o kazarou diretto da Mari Okada e HUGtto! Pretty Cure diretto da Junichi Sato e Akifumi Zako. Nel primo anime citato la debuttante regista non si è occupata materialmente degli storyboard, si è limitata a descrivere dettagliatamente ai vari membri chiave dello staff la propria visione. Ogni singola parte del processo di produzione del film è stato supervisionato dalla Okada ma quest’ultima non ha mai dato indicazioni di natura tecnica, limitandosi soltanto ad esprimere il suo parere sui vari output. In caso di un parere negativo era compito dei singoli dipartimenti trovare una soluzione in grado di soddisfare la regista. In HUGtto! Pretty Cure invece abbiamo due registi sullo stesso piano ma con ruoli ben diversi: Zako si occupa di supervisionare soprattutto gli storyboard e tutta la sezione “visuale” del processo produttivo mentre Sato è impegnato esclusivamente a supervisionare il sonoro e il doppiaggio. Per quanto le idee visuali del regista di Aria non facciano la propria comparsa all’interno di HUGtto! Questo non fa di lui un “direttore del doppiaggio” o un “sound director”, rimane comunque un 監督 (Kantoku). Anche in assenza di Zako una certa consistenza visuale non andrebbe a mancare grazie ai numerosi addetti all’演出 (Enshutsu) di cui è provvista Toei. Per queste ragioni, tradurrei 監督 (Kantoku) con “regista” soltanto per quanto riguarda l’ambito dei film d’animazione, in cui il suo ruolo è davvero quello di fare 演出 (Enshutsu) in tutto e per tutto, mentre lo tradurrei con “regista generale” quando si parla di serie animate altrimenti il rischio diviene quello di equiparare questa figura a quella del regista cinematografico di film in live-action. E a mio avviso parliamo di due figure che differiscono molto nei propri compiti e nei propri ruoli. In ogni caso quel che è importante chiarire è che egli non si occupa della regia in senso particolare ma più estensivamente.

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il 総監督(Soukantoku)  più famoso della Storia, con ogni probabilità

総監督(Soukantoku) è letteralmente il “direttore generale”. Dal momento che per chiarire meglio il suo ruolo abbiamo “trasformato” il “regista” in “regista generale” ritengo sia necessario operare un procedimento simile anche in questo caso. 総監督(Soukantoku) a mio avviso potrebbe diventare il “supervisore alla regia” o il “supervisore alla regia generale” poiché la propria presenza all’interno di una serie animata è pressoché sempre minima, il suo è più che altro un contributo simbolico di riferimento stilistico (si veda la carriera di Akiyuki Shinbo) poiché si ritrova a supervisionare materialmente davvero ben poco. Addirittura, nelle buste di cartone in cui vengono inseriti i genga non vi è una casella per il “check” dedicata al 総監督(Soukantoku) come per il 監督 (Kantoku), per l’addetto all’演出 (Enshutsu) e per il 作画監督(Sakuga kantoku). Il suo apporto, anche in termini di pura supervisione, non è così determinante da indurmi ad utilizzare lo stesso termine che userei per chi si occupa dell’演出 (Enshutsu) e il 監督 (Kantoku).

作画監督(Sakuga kantoku) spesso viene tradotto con “animation director” in inglese e con “direttore delle animazioni” in italiano. Questo è a mio avviso il più grave e contestabile errore tra le traduzioni più comune dei crediti di fine episodio, poiché dimostra una vera e propria mancanza di conoscenza del processo di produzione degli anime. Il “direttore delle animazioni” non dirige proprio niente, a dire il vero. Non è questa figura colei che ha il compito di decidere verso quale direzione deve andare l’episodio in termini di animazioni. Questo è un compito riservato all’addetto dell’演出 (Enshutsu), della “messa in scena”. Il compito del 作画監督 (Sakuga kantoku) è quello di “supervisionare i disegni” come dice il suo nome stesso. Il suo compito è quello di supervisionare, correggere e rimandare agli animatori i genga affinché l’episodio raggiunga il livello artistico desiderato.  Per questa ragione propenderei più per traduzioni come “supervisore delle animazioni”, più precisamente “supervisore delle animazioni chiave”, o “supervisore dei disegni chiave”. Chi viene creditato con 動画検査 (douga kensa), letteramente “ispezione delle intercalazioni” a mio avviso può essere può essere considerato un vero e proprio “supervisore delle intercalazioni” poiché il suo compito non è per nulla diverso da quello di un 作画監督 (Sakuga kantoku) sennonché incentrato sulle intercalazioni appunto.

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Una 作画監督(Sakuga kantoku) di livello eccezionale!

撮影 (satsuei) deriva da 撮影する (satsuei suru) e significa girare un film o fotografare. Spesso viene tradotto appunto con “fotografia”, “addetto alla fotografia” tuttavia coloro che si occupano di 撮影 (satsuei) non si limitano ad aumentare il grain dell’immagine o ad inserire effetti di luce. Si occupano di molti lavori di editing dell’immagine, producono texture, incollano gli elementi 2D sugli sfondi e spesso producono le animazioni vere e proprie di neve e pioggia. Il termine inglese “compositing” credo si addica molto di più a questo ruolo dai compiti molto ampi rispetto ad uno fin troppo semplice come “fotografia”.

美術監督(Bijutsu kantoku), letteralmente “supervisore artistico”, è spesso tradotto con “art director” in inglese e con “direttore artistico” in italiano. Per quanto questa traduzione sia corretta ritengo che possa essere resa più specifica divenendo “supervisore dei fondali” o “direttore dei fondali” al fine di evitare uno scorretto accostamento con l’ “art director” dei progetti americani che possiede una maggiore autorità riguardo agli aspetti visuali nel loro complesso. Spesso capita di trovarsi di fronte a supervisori dei fondali in grado di dirigere in maniera generale anche la colorazione dei personaggi ma la resa dei loro fondali è sempre decisa dal dipartimento di 撮影 (satsuei), il supervisore dei fondali non ha vero e proprio diritto di replica.

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In passato questo discorso relativo all’influenza “non totale” del 美術監督(Bijutsu kantoku) aveva forse meno senso, ma nella situazione odierna ritengo che vada preso in considerazione.

Questi, ed in particolar modo 作画監督 (Sakuga kantoku), sono i crediti su cui mi sembrava più importante riflettere per arrivare a delle soluzioni più funzionali di quelle utilizzate fino ad oggi. Eppure vi sono comunque molti altri crediti che non ho affrontato oggi su cui si potrebbe lavorare degnamente. Aspettatevi quindi qualche altro articolo simile a questo, discutiamo insieme riguardo a queste traduzioni e proponetemi le vostre!

 

 

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