Japarigate: inchiesta sulla vicenda Tatsuki

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“Non è poi così bello, eh”

Il 25 settembre 2017 Tatsuki, il regista di Kemono Friends, rivela su Twitter di avere ricevuto un messaggio da parte di Kadokawa, una delle maggiori case editrici giapponesi nonché membro del comitato di produzione del franchise, nella quale si annuncia il suo licenziamento a pochi giorni dall’annuncio della seconda stagione dell’anime.

In Giappone comincia presto una bollente e rumorosissima rivolta dei consumatori. Il nome del regista appare diverse volte tra le tendenze globali di Twitter, con oltre un milione di tweet sotto l’hashtag #たつき監督 (regista Tatsuki) durante il giorno dello scoppio della bomba mediatica. Kadokawa sui social media fece finta di ignorare l’accaduto e NicoNico Douga, di proprietà della stessa holding, censurò in maniera molto blanda e superficiale solo una parte delle discussioni.

Kadokawa dopo poco realizza un comunicato stampa, piuttosto vago e dalle conseguenze alquanto anomale: si afferma infatti che lo stesso studio d’animazione Yaoyoruzu, al quale Tatsuki si era legato, ha deciso di abbandonare il progetto. Nei giorni successivi, durante un programma andato in onda su Nico Nico Live, le stesse doppiatrici dell’anime vengono incaricate di scusarsi con i fan al posto dei reali responsabili. Nasce così l’hashtag #声優の盾(scudo fatto di seiyuu).

In breve Kadokawa, uno dei più importanti editori giapponesi, ha passato al grande pubblico l’idea di aver tradito uno dei più promettenti registi degli ultimi anni, dopo che egli ha trasformato un progetto sull’orlo del fallimento in una miniera d’oro grazie al suo impegno e alle proprie idee innovative. Kadodawa si ritrova, per l’ennesima volta, immersa in un faccia a faccia con la community giapponese degli anime.

Che cos’è Kemono Friends?

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Kemono Friends è un “media franchise”, un progetto originale realizzato da un comitato di produzione o un editore che intende espandersi contemporaneamente attraverso diversi media. Non si tratta di qualcosa di così differente da brand quali Love Live! o da The Idolm@ster: la prima proprietà di Kemofure fu un videogioco per cellulare creato dalla Nexon che sarebbe poi stato seguito da un anime e da un manga, nonché da CD musicali e diversi oggetti collezionabili. I character design ed una parte del worldbuilding furono assegnati a Yoshizaki Mine, famoso per popolarissime opere quali Il Sergente Keroro, Arcade Gamer Fubuki e per il suo peculiare stile di design.

Le opere del franchise sono tutte ambientate all’interno di “Japari Park”, ed i personaggi sono quasi esclusivamente dei “Friends”: bishoujo basate su diversi animali, sia reali che immaginari, che si comportano in maniera estremamente innocente e ingenua per creare gag e situazioni idiotiche. È interessante notare che l’anime è ambientato in una versione post-apocalittica del Japari Park che era stato presentato nel videogame o nel manga. Questo ha prodotto innumerevoli teorie sulla timeline del franchise e ha fornito un nuovo elemento di interesse per i consumatori. Questi elementi sono stati inseriti da Tatsuki, che ha svolto anche il ruolo di sceneggiatore dell’intera serie, per poter creare un collegamento con un videogioco a cui nessuno avrebbe mai potuto giocare durante la stagione invernale 2017.

Il gioco infatti, un normalissimo mobile RPG nel quale si collezionavano friends e si combattevano mostri, fu un vero fallimento per Kadokawa, che smantellò il server a causa della perdita economica. Tuttavia, l’editore aveva già creato un comitato di produzione per realizzare un anime ed aveva già comprato uno spazio televisivo dove farlo andare in onda. In queste sfortunate condizioni nacque l’anime di Kemono Friends.

Come funzionano i comitati di produzione?

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Prima di entrare nel vivo della controversia è bene capire cos’è un comitato di produzione e come attua le sue scelte, per poter comprendere cosa potesse o non potesse fare Kadokawa.

Un comitato di produzione (製作委員会方式 ) è una società formata da varie aziende per produrre e vendere un anime. Solitamente vengono chiamati Anime X Committee / Partners, anche se a volte possono avere nomi più originali e legati all’anime che hanno intenzione di produrre come il Comitato per il miglioramento della vita dei draghi che ha prodotto Maidragon. Indipendentemente da questo funzionano tutti allo stesso modo: le diverse entità collaborano mettendo al servizio del progetto le proprie skill tecniche per trarre un profitto. C’è chi si occupa di fare scouting per comporre il cast, chi promuove l’anime, chi produce le musiche, chi realizza e vende Bluray e merchandise. Unendosi in questo modo, anche se il cartone animato si rivelasse un cattivo investimento le perdite verranno comunque distribuite tra tutti i componenti della società. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, gli studi d’animazione che effettivamente realizzano il prodotto finito spesso non fanno parte del comitato: per mancanza di adeguate risorse economiche essi non sono in grado di inserirsi in questo organismo e finiscono col trasformarsi in un mastodontico artigiano che produce una caterva di disegni su commissione a prezzi bassissimi. Anche i costi sono condivisi e gli introiti per i vari membri sono spesso diversificati a seconda dei prodotti: Il produttore musicale guadagnerà solo sui CD di Opening ed Ending mentre l’editore dei BD, che spesso ricopre un ruolo chiave, guadagnerà una cospicua parte delle vendite Home Video. Il gestore delle licenze internazionali guadagnerà nel vedere i diritti dell’anime all’estero e così via. Le proprie decisioni vengono prese in maniera condivisa solitamente, cercando di trovare dei compromessi. Se trovare un accordo su una scelta risulta impossibile si procede con una votazione ufficiale, dove si ha disposizione un numero di voti pari al capitale investito. Arrivare a votare per poter procedere risulta molto rischioso, perché può portare perfino alla distruzione del comitato stesso. In fondo, che interesse avrebbero le aziende che si trovano in minoranza nell’investire del capitale contro i propri interessi?  Il comitato di produzione di Kemono Friends è formato da TV Tokyo, Kadokawa, FamilyMart, Crunchyroll, Bushiroad, e Just Production. Quest’ultima è legata allo studio d’animazione che ha prodotto Kemono Friends. Come potrete notare in seguito, l’editore non seguirà mai il procedimento ufficiale, agendo sempre senza mettere ai voti le questioni forte di una presumibile maggioranza assoluta.

La Produzione dell’anime

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Data per assunta la morte del franchise, il comitato di produzione offre allo studio Yaoyorozu e a Tatsuki un budget ed un insieme di risorse veramente irrisorio per portare a termine una produzione animata: il regista si ritrova quindi a dirigere uno staff formato da una decina di persone tra animation producer, animatori 3D, background artist, addetti alla fotografia che dovranno produrre in meno di un anno di tempo 12 episodi di lunghezza standard. Questi numeri non sono nemmeno sufficienti a creare una pubblicità realizzata attraverso le tecniche dell’animazione eppure, attraverso un abbassamento degli standard qualitativi generali e ad un grandissimo impegno, la serie è stata realizzata nei tempi previsti.  Dal momento che il comitato non voleva far altro che chiudere il progetto al più presto, lo staff non ha subito ulteriori restrizioni a livello creativo e Yoshizaki Mine, il quale era incaricato di trovare lo studio d’animazione adatto e supervisionare (quantomeno a parole) il progetto, si è trovato in notevole sintonia con Tatsuki. Questo ha permesso di creare un prodotto davvero originale che riuscito ad affascinare persino il pubblico generalista: per quanto i primi tre episodi sono passati praticamente inosservati, dal quarto in poi le catchphrase e le vicende dei protagonisti finiscono per diventare dei meme virali su Twitter e già a metà stagione, Kemono Friends ha sorpassato per numero di discussioni online ogni altro anime on air.  I BD della serie, contenuti in economici guidebook ufficiali della serie, finiscono per vendere oltre 60.000 copie a volume e presto vengono annunciati numerosi eventi, tra i quali collaborazioni con zoo locali, un musical, live con le doppiatrici, e una seconda stagione. Il merchandise della serie finisce con l’avere successo persino in luoghi dove l’anime non era nemmeno andato in onda, come nel caso emblematico della prefettura di Okinawa. Tatsuki e il suo team erano riusciti nell’impossibile: con la forza di una manciata di uomini, avevano trasformato un franchise che stava esalando l’ultimo respiro nel prodotto dell’anno.

Il “Tradimento”

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L’ultimo episodio dell’anime viene trasmesso alla fine di marzo 2017. Da allora sono stati prodotti un piccolo gruppo di corti e approfondimenti, ufficiali o semi-ufficiali realizzati con l’aiuto delle doppiatrici, volti ad approfondire il mondo di Kemofure o a promozionare particolari eventi.

L’episodio 12.1 è stato pubblicato in aprile poco dopo la fine dell’anime, è addirittura possibile che si tratti di un insieme di scene e elementi tagliati dall’episodio finale. Mine stesso dichiara che, da supervisore dell’intero progetto multimediale, Tatsuki si sarebbe dovuto sentire libero di creare materiale aggiuntivo dopo la fine della prima serie. Ad agosto infatti viene pubblicata la doujinshi con i materiali dell’anime, con una speciale autorizzazione. Sempre verso agosto vengono pubblicati i diversi spot pubblicitari. Il 25 settembre, due settimane dopo l’annuncio della seconda stagione, Tatsuki viene informato di essere stato rimosso dal progetto.

Il 26 settembre Kadokawa afferma che lo studio Yaoyoruzu ha declinato la proposta di realizzare per il comitato di produzione la seconda stagione dell’anime. Si vocifera che questa scelta sia stato un atto di solidarietà nei confronti del regista o che senza di lui sarebbe stato impossibile continuare un progetto così ambizioso, ma non vi sono vere conferme di questo.

Il 27 settembre, per cercare di bloccare letteralmente il dirompente astio dei fan, Kadokawa realizza il cosiddetto “Scudo fatto di seiyuu”. Durante il programma mensile dedicato a Kemofure su NicoNico Live il cast delle doppiatrici si scusa pubblicamente al posto di Kadokawa per aver creato ansia, problemi e stress ai fan. L’editore quindi, si ritrova a cercare di prendere tempo prima di fare un’ulteriore comunicato stampa.

Le reazioni

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Internet è in preda allo shock più totale: i fan giapponesi riescono a far divenire l’hashtag #たつき監督 (regista Tatsuki) nel trend più popolare di Twitter nell’intero mondo per 3 giorni. Si vocifera di una censura avvenuta dopo questa prima fase dei tumulti (ricordiamo che Twitter ha una speciale partnership con Kadokawa in Giappone) ma non si hanno vere conferme di questo.

I fan sono pienamente consapevoli di come Tatsuki sia il vero “salvatore” di Kemono Friends. Il 25 stesso viene realizzata una petizione su change.org da oltre 50.000 firme per farlo tornare alla regia della seconda stagione dell’anime, mentre le testate giornalistiche giapponesi ed i siti internazionali che si occupano di anime iniziano a produrre articoli sull’accaduto dal giorno seguente.

Gli stessi dirigenti della Kadokawa sembrano colti alla sprovvista dalla notizia tantoché Nobuo Kawakami, presidente del gruppo affiliato Kadokawa DWANGO, afferma di essere preoccupato riguardo alla “questione Tatsuki”. Anche il CEO di TV Tokyo, parte del comitato di produzione dell’anime, esprime simili turbamenti.

Le “Incomprensioni”

Nel comunicato del giorno 26 settembre Kadokawa fa un vago riferimento alla motivazione che ha portato al mancato ingaggio di Tatsuki per la seconda stagione dell’anime: si fa riferimento al fatto che il regista “ha usato e condiviso informazioni senza instaurare un dialogo con l’azienda”. Questa affermazione viene interpretata dal pubblico come un’accusa di violazione della proprietà intellettuale di Kadokawa da parte di Yaoyorozu, un po’ come se stessero creando materiale pirata. Questo implica che la produzione del fan book e del famigerato “Episodio 12.1” fossero fatti totalmente sconosciuti agli occhi dell’editore, il quale se avesse saputo non avrebbe mai approvato. Tuttavia come menzionato precedentemente, lo stesso supervisore del progetto Yoshizaki Mine aveva dichiarato che Tatsuki avrebbe potuto produrre lavori aggiuntivi dedicati al franchise in piena libertà. L’idea che un professionista di un certo livello legato a Kadokawa da decine di anni avesse mentito pubblicamente è alquanto assurda, nonché priva di un vero movente. Inoltre, se la decisione fosse stata presa dal comitato di produzione ai voti, Tatsuki avrebbe appreso da Just Production la famigerata notizia. L’editore poi menziona che è sempre stato difficile lavorare con lo studio d’animazione, e questo ha causato problemi con altri team interni tantoché ci sono stati casi in cui “Yaoyorozu non ha fornito il materiale che era stato chiesto loro”, ovviamente senza specificare che tipo di materiale e in quale contesto. Tuttavia le vere assurdità cominciano ora: la casa editrice afferma che i rapporti con lo studio d’animazione si sono spezzati durante i primi giorni di agosto. Questo non è possibile, poiché erano proprio quei giorni in cui la pubblicità realizzata per la Nissin era in fase di pianificazione. Inoltre è davvero incomprensibile come Tatsuki sia venuto a sapere da Kadokawa stessa e non dal proprio datore di lavoro (lo studio d’animazione) del cambio di programma quasi a due mesi dalla decisione. L’editore inoltre spiega che era stata richiesta una “standardizzazione” dei rapporti con lo studio, e quest’ultimo rifiutando, si è ritrovato fuori dai giochi. Pare quasi che Kadokawa non ha fatto altro che chiudere i rapporti con lo studio d’animazione nel momento più opportuno in maniera retroattiva, dopo aver fatto concludere loro ogni lavoro assegnato loro. Tutto questo fa pensare che oltre a problemi di comunicazione tra l’editore e la Yao ve ne fossero anche tra i diversi team di lavoro interni a Kadokawa e all’interno del comitato di produzione stesso. Problematica assolutamente probabile soprattutto se consideriamo che la direzione dell’azienda non avrebbe mai potuto dare molto peso ad un progetto che, almeno economicamente parlando, era destinato al fallimento.

Qual è il vero obiettivo di Kadokawa?

Le vere intenzioni dell’editore sono oramai molto difficili da comprendere ma è certo oramai che almeno uno dei gruppi di lavoro avrebbe voluto fare di tutto pur di fornire alla propria azienda il maggiore controllo possibile sulla proprietà intellettuale di Kemono Friends, forte della propria opulenza e del proprio predomino sugli altri membri del comitato e sulle aziende legate al progetto. Conseguentemente Kadokawa avrebbe potuto ottenere il maggior profitto dai nuovi prodotti a tema Kemono Friends con un’azione risolutiva contro chi non rispetta i dettami dell’editore e al contempo sarebbe servito da monito per le altre aziende coinvolte.  Non è la prima volta che nel campo degli anime l’editore fa di tutto per ostacolare le aziende con cui collabora al fine di ottenere vantaggi personali, basti pensare alla vicenda dei DVD Kadokawa di Haruhi (che facevano concorrenza a quelli prodotti dalla Kyoto Animation, i quali da decisione del comitato dovevano essere realizzati dallo studio d’animazione).

Lo “Scudo fatto di seiyuu”( 声優の盾)

Il giorno successivo al primo comunicato dell’editore, come detto in precedenza, le doppiatrici dell’anime vengono incaricate durante un programma online di scusarsi con i fan per l’accaduto. Non è la prima volta che un fatto del genere accade (la storia editoriale di The Idolm@ster ebbe un momento simile) ma in questo specifico caso gli appassionati hanno percepito le scuse come un atto prevaricatorio soprattutto nei confronti delle doppiatrici stesse, dei soggetti particolarmente vulnerabili essendo tutte appena entrate nel settore del doppiaggio tantoché alcune erano addirittura al loro primissimo ruolo.

Kadokawa e i suoi Bot

In quei giorni Nico Nico Douga, di proprietà di Kadokawa Dwango, si riempie di evidenti bot, i quali commentano i video inerenti all’accaduto utilizzando espressioni traducibili con “stai ascoltando soltanto una delle due parti in causa” e  “vediamo come sarà la S2 prima di commentare ora” in maniera massiva. Non vi è stato nessun commento ufficiale in merito.

Diffusione delle fake news

Lo stesso giorno dell’incidente si diffondono alcune notizie false legate alla questione. La prima affermerebbe che Tatsuki abbia lasciato la direzione del progetto a causa di un forte stress mentre la seconda parla di un Mine Yoshizaki pronto anche a mentire pur di cacciare Tatsuki dal progetto. A difesa del supervisore intervengono diversi amici e conoscenti di Mine, soprattutto legati all’anime di Keroro Gunso, i quali smentiscono la notizia dicendo che il Maestro si è sempre comportato in maniera estremamente professionale anche in privato.

In risposta alla diffusione di queste notizie l’utenza giapponese decide di inviare a Kadokawa un insieme di domande per chiarire l’accaduto, ma l’editore non fornisce alcuna risposta.

L’amministratore delegato interviene

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Shinichiro Inoue

È prima mattina quando Shinichiro Inoue, CEO di Kadokawa Shoten, dice la sua attraverso quattro tweet.  I punti essenziali sono i seguenti:

  • Kadokawa ha taciuto perché non era l’unico membro del comitato di produzione di Kemono Friends (similmente a quanto detto dall’AD di TV Tokyo).
  • Ammette che il contributo di Tatsuki è stato grande e importante.
  • È spiacente ma ancora adesso non comprende come è possibile che le cose abbiano preso quella piega.
  • La settimana precedente, durante un incontro con lo studio d’animazione, si era reso conto (solo allora) della presenza di alcune divergenze in merito a come gestire i diritti d’autore dell’opera e di conseguenza su tutta la vicenda Tatsuki.
  • È intenzionato a creare un dialogo con Yaoyorozu per risolvere la vicenda.
  • Chiede gentilmente ai fan della serie di comprendere la spinosa situazione.

La versione di Inoue quindi conferma l’ipotesi per cui vi è stata una mancanza di comunicazione interna a Kadokawa. Dopo pochi giorni Mine Yoshizaki twitta nuovamente ripetendo che Kadokawa aveva dato il permesso a Tatsuki di fare quanto preferiva con la proprietà intellettuale “Kemono Friends”.

La conclusione:

il nuovo progetto di Tatsuki, Keifuku san!

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Il regista però non si perde d’animo a un mese di distanza dall’accaduto decide di imboccare un’altra strada, senza ombra di dubbio più sgombra da problemi legati alle libertà creative e ai diritti d’autore, ovvero quella di produrre un anime originale basato sul corto amatoriale “Keifuku san” che aveva precedentemente realizzato con il suo circolo doujin. Tatsuki stesso si mette alla ricerca di animatori e background artist che lo possano aiutare, al fine di trasformare Irodori in un vero e proprio studio d’animazione. Del nuovo anime non conosciamo ancora il formato ed il comitato di produzione ma sappiamo che condivide con Kemono Friends un’ambientazione post-apocalittica e che sarà realizzato prevalentemente in 3DCG. Nel giorno di pubblicazione di questo articolo il regista ha già selezionato il suo art director ed i suoi animatori. Essendo impegnato a questo nuovo progetto con ogni probabilità non lo rivedremo, quantomeno a breve, di nuovo al lavoro su Kemono Friends, anche nel beneaugurato caso in cui i negoziati tra Kadokawa e Yaoyorozu dovessero concludersi per il meglio.

Timeline

  • 28 marzo 2017: All’una del mattino va in onda l’ultimo episodio di Kemono Friends(“Otaku O’Clock”)
  • 1 aprile 2017: Il presidente di TV Tokyo esprime la sua sorpresa per il successo dell’anime e mostra apprezzamenti per “una clip appena prodotta”. Con ogni probabilità si riferiva all’episodio 12.1
  • 4 aprile 2017: Il regista mette su Youtube l’episodio 12.1, completato nel tempo libero e con I propri mezzi finanziari.
  • 5 aprile 2017: Mine Yoshizaki afferma che Tatsuki ha il permesso di produrre materiale aggiuntivo dedicato a Kemono Friends e che è entusiasta del risultato finale.
  • Giugno: Il comitato stipula un contratto con le aziende per cui la Yaoyorozu realizzerà I corti.
  • “Primi di agosto “: Il momento in cui, secondo Kadokawa, lo studio Yaoyorozu ha abbandonato ufficialmente il progetto
  • 11 agosto 2017: Tatsuki ed il circolo doujinshi “Irodori” vendono al Comiket il proprio volume dedicato alla produzione di Kemono Friends, con l’autorizzazione di Mine.
  • 25 agosto 2017: Viene pubblicato il corto per l’Animelo Summer Live 2017.
  • 29 agosto 2017: L’anime viene ritrasmesso in una slot mattutina, riscuotendo un ottimo successo perfino tra i bambini.
  • 19 settembre 2017: Va in onda la pubblicità realizzata per Nissin.
  • 25 settembre 2017(Dalle ore 20.00): Tatsuki viene a sapere che non lavorerà più a Kemono Friends. L’hashtag dedicato al suo supporto diviene la tendenza numero uno al mondo, con oltre un milione di tweet nelle prime 12 ore.
  • 26 settembre 2017: Tatsuki festeggia il suo compleanno. Kadokawa diffonde il suo comunicato stampa, il quale crea ancora più rabbia tra il pubblico. La petizione per far tornare Tatsuki al lavoro su Kemono Friends raggiunge le 50.000 firme.
  • 27 settembre 2017(01.00 del mattino): Viene realizzato il cosiddetto “Scudo fatto di seiyuu. L’astio per Kadokawa da parte della fanbase aumenta ancora.
  • 3 ottobre 2017: L’amministratore delegato di Kadokawa Shoten(Kadokawa Publishing) annuncia che sta procedendo a risolvere la situazione con Yaoyorozu.
  • 28 ottobre 2017: Tatsuki pubblica un annuncio di lavoro per background artist sul suo profilo Twitter. Il gruppo Irodori si trasformerà in uno studio d’animazione vero e proprio.
  • 22 novembre 2017: Tatsuki pubblica un nuovo annuncio di lavoro, questa volta per animatori 3D. La .gif allegata non lascia dubbi: sarà una continuazione di Keifuku san!
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Non si tratta affatto di una fine, ma di un nuovo inizio. In bocca al lupo signor Tatsuki!

Fonti aggiuntive utili

http://www.crunchyroll.com/anime-news/2017/04/01-1/tv-tokyo-president-comments-on-kemono-friends-success-i-felt-a-strange-deepness

 

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