Intervista a Yojiro Arai, regista di Taifu no Noruda(AnimeAnime 2015/06/02)

Il 5 giugno verrà proiettato al cinema il film anime Taifu no Noruda, prodotto dallo Studio Colorido. Il regista è Yojiro Arai. Nato nel 1989, dopo essere entrato nello studio Ghibli nel 2008 ha prodotto il corto Takarasagashi e ha partecipato come inbetweener a La Collina dei Papaveri ed Arietty.  Nel 2012 si è unito allo studio Colorido su invito di Hiroyasu Ishida, regista di Fumiko no Kokuhaku, per il corto Hinata no Aoshigure, dove ha lavorato come Character designer e animation director. Ha inoltre realizzato i character design per Poulette no Isu. Nel suo ultimo lavoro, Taifu no Noruda, i ruoli dei due si invertono e all’interno dello Studio Colorido si aprono nuove possibilità. Arai, che debutta come regista di animazione cinematografica giovanissimo, risponderà a domande in merito ai retroscena dell’anime, della propria carriera e sul futuro dello studio Colorido.

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Yojiro Arai

Prima di tutto, ci racconti nel dettaglio come è diventato animatore.

Arai Da piccolo dipingevo paesaggi. Perciò ho pensato che mi sarei potuto inserire nel settore dell’animazione come background artist. Ma mentre ero alle scuole superiori fui influenzato dalla visione di Eureka Seven tantoché dissi tra me e me““Non credevo che dei personaggi potessero essere disegnati in maniera così attraente.” Tempo dopo conobbi Kenichi Yoshida, il character designer della serie, che lavorava per la Ghibli. Così decisi di unirmi a quello studio anche se ovviamente lo apprezzavo già da molto tempo.

Che sensazioni si provano a lavorare come animatore?

Arai È sicuramente qualcosa di frenetico. Quando facevo inbetween animation per Ghibli pensavo che sarebbe stato difficile continuare a lavorare come animatore per molti anni, ma a ripensarci ora è stata un’esperienza molto formativa. Proprio mentre disegnavo inbetween frames allo studio di Miyazaki, Hiroyasu Ishida mi chiese di lavorare a Hinata no Aoshigure. All’epoca non avevo disegnato nemmeno un cut di key animation, figuriamoci realizzare i character design e curare la direzione delle animazioni! Ho pensato però che sarebbe stato pessimo rifiutare un’occasione simile, così ho lasciato Ghibli per andare a lavorare per lo Studio Colorido. A rivederlo oggi penso che mi sarei potuto impegnare un po’ di più ma ad ogni modo è stata un’esperienza molto positiva che mi ha permesso di acquistare un maggiore interesse nell’espressione del movimento.

Ho sentito dire che ha conosciuto Hiroyasu Ishida attraverso pixiv(un sito dedicato alla condivisione di illustrazioni NdT).

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Illustrazione realizzata da Arai

Arai Sì, abbiamo avuto qualche scambio di parole su pixiv e altri siti internet prima che entrassi a far parte dello studio Ghibli. Quando il suo corto animato “Fumiko no Kokuhaku” venne rilasciato fui davvero sorpreso. “Che diavolo è questo corto?!”pensai. Non potevo credere che quello fosse un suo lavoro, frutto di una produzione indipendente. Più tardi Fumiko divenne un argomento di discussione piuttosto popolare alla Ghibli.

Dopo essersi unito allo studio Colorido, ha partecipiato al video promozionale “WONDER GARDEN”, parte del proetto “Control Bear”, con il ruolo di regista. Anche precedentemente era interessato a quel ruolo?

Arai Sono entrato nel settore dell’animazione perché desideravo fortemente poter esprimere qualcosa. Come animatore volevo non soltanto far muovere nello spazio i miei personaggi ma anche poter determinare l’aspetto generale dei cut attraverso i layout e volevo scrivere la storia. Così era diventato naturale puntare a quel ruolo.

Taifu no Noruda presenta un variegato numero di motif come per esempio litigare con il proprio miglior amico, incontrare una ragazza misteriosa e trovarsi a scuola nel pieno della notte. Quale parte del concept è stata ideata per prima?

Arai Il nucleo del progetto è l’illustrazione “Il giorno in cui la balena volò nel cielo”, disegnata nel periodo in cui ero appena entrato nello studio. Volevo applicare la peculiare atmosfera di quella illustrazione al seguente concept: Degli studenti, abitanti di una piccola isola, sono costretti a passare la notte a scuola a causa di un tifone. Sarebbe fantastico essere riusciti in questo proposito.

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Il giorno in cui la balena volò nel cielo

 L’isola e la scuola sono riuscite a diventare un’ambientazione davvero d’effetto. Sono modellate su qualche luogo reale?

Arai Sono luoghi inventati, anche se nelle scene in cui l’isola viene inquadrata a volo d’uccello mi sono ispirato ad Enoshima, che ho rimodellato in vari modi. In realtà abbiamo persino fatto location hunting ad Enoshima ma ho preferito fornire una maggiore realtà all’ambientazione attraverso i miei cari ricordi piuttosto che cercando di utilizzare i luoghi che trovavamo durante la ricerca. Per esempio l’edificio scolastico con il cortile è basato sulla mia scuola media.

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Da quali altri lavori è stato stimolato intellettualmente durante la produzione?

Arai Apprezzo Gakkou no Kaidan(1995) e ho sempre voluto realizzare quel tipo di storie per giovani adulti. Mi ha influenzato molto soprattutto l’idea di riempire la scuola con una moltitudine di elementi diversi.  Anche Typhoon Club(1985) è stata un’influenza determinante non soltanto per la sua peculiare atmosfera ma anche per via del suo montaggio. Il film è inoltre caratterizzato dalla presenza di tinte verdastre che volevo replicare nell’anime e l’art director Mika Nishimura ha tenuto conto di questa mia richiesta durante i processi produttivi.

Quando ho letto per la prima volta il titolo ho percepito subito che l’anime si sarebbe concentrato sulla potenza del vento e della pioggia, per via della parola tifone(Taifu).

Arai Solitamente si tende ad evitare la rappresentazione di alberi fortemente scossi dal vento perché per realizzarli è necessario produrre un gran numero di disegni ma in Noruda volevo davvero descrivere con forte chiarezza fenomeni naturali. Ho pensato inoltre di esprimere la sensazione del vento attraverso un forte controllo sui suoni. Per raccontare la pioggia ho cercato di darle una forte caratterizzazione grafica basata sull’estetica dell’animazione in cel, realizzata durante il processo di fotografia.

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 “Pioggia realizzata come se fosse fatta in cel”?

Arai Nei vecchi anime la pioggia era realizzata attraverso linee violente, graffiando direttamente sul cel che veniva danneggiato. Negli anime più recenti si tende a rappresentare la pioggia in modo più leggero così ho chiesto agli animatori di dare alle gocce di pioggia una forma più definita. Amo particolarmente come lo staff ha realizzato le gocce d’acqua che scivolano aderenti alle finestre della scuola.

 In questo anime, sono presenti numerosi personaggi rispetto al tuo precedente lavoro.

Arai In origine volevo realizzare una storia corale con tutti gli studenti. Tuttavia, in molti erano dell’opinione che una sceneggiatura del genere avrebbe tralasciato troppo la relazione tra Azuma e Saijo, che di fatto sono i protagonisti. Abbiamo così deciso di tagliare alcune scene dedicate ai singoli personaggi. Avrei voluto ritrarre molti più ragazzi ma sarei davvero soddisfatto se gli spettatori riuscissero ad apprezzare anche solo la storia della loro amicizia. In questo contesto, Noruda assume un ruolo che permette di riavvicinare i due amici fraterni che precedentemente avevano litigato. Inoltre credo che Noruda non debba essere considerata necessariamente una semplice eroina, ma piuttosto un’entità spirituale.

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Noruda però è rappresentata come un’eroina, anche piuttosto attraente. Soprattutto nella scena in cui incontra per la prima volta Azuma.

Arai Nella sceneggiatura quella scena non era nemmeno presente. Durante la produzione però iniziammo ad immaginare un momento simile. Successivamente pensai che una scena del genere, dal grande impatto visivo, sarebbe potuta diventare un’ottima unità d’apertura per il film. Così decidemmo di inserirla all’inizio della storia. In realtà, ne parlammo tra i membri dello staff aprendo la discussione dicendo“forse dovremmo realizzare anche una scena un po’ erotica” (ride). Ovviamente c’è una precisa ragione per cui è conciata in quel modo.

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I character design di Hiroyasu Ishida hanno un che di più maturo rispetto a quelli con cui lei ha avuto a che fare professionalmente fino ad ora. Gli spettatori potranno certamente confermarlo dopo la visione(ride).

Arai Il mio primo corto, Takarasagashi(2011), realizzato per il Ghibli Museum, presentava personaggi molto delicati e realizzati con poche semplici linee. Nonostante fossi combattuto tra varie possibilità volevo fortemente cimentarmi in qualcosa di nuovo così ho chiesto a Ishida di farmi da character designer per questo lavoro.  Durante la produzione, ero così immerso nelle scelte di design di Noruda che provai una strana sensazione guardando “Hinata no Aoshigure”. I design che avevo realizzato sembravano non soltanto più rotondi, ma anche più inadatti e pieni di problemi. I miei criteri di valutare i design dei personaggi continuano a cambiare.

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Alcuni design tratti da Hinata no Aoshigure

Dal momento che Noruda e Aoshigure sono stati prodotti simultaneamente, le differenze tra i due sembrano diventare ancora più importanti.

Arai Prima di Noruda io e l’intero Studio Colorido avevamo lavorato soltanto con personaggi dalla testa molto grande e dal corpo piuttosto piccolo. Credo che produrre un anime come questo permetta all’intero staff dello studio di migliorare le proprie abilità tecniche. Non vogliamo puntare soltanto ai bambini e vorremmo realizzare prodotti dalla forte impronta artistica, un po’ come lo Studio 4℃. Vorrei trovare qualcuno in grado di poter dirigere un anime in stile 4C, perché io non ne sarei capace(ride). Il mio  desiderio è sicuramente qualcosa che in un futuro Colorido sarà in grado di realizzare.

Qual è il punto di forza dello Studio Colorido, lo studio d’animazione dove si riunisce uno staff molto giovane?

Arai Nello studio, se qualcuno alza la mano lo si ascolta senza sbattergli la porta in faccia. Certo, bisogna prendersi molte responsabilità e si vanno a creare diversi problemi nel commercializzare i nostri lavori ma non credo ci siano ancora molte realtà in cui i giovani hanno la possibilità di realizzare il loro progetti guadagnando il giusto. Credo che Colorido sia in grado di realizzare questi propositi e vogliamo continuare a provarci in futuro.

Ci parli delle musiche di Masashi Hamauzu e della theme song After the Storm dei Galileo Galilei.

Arai Ascolto i brani di Hamauzu da molto tempo e ricordo con piacere la nostra collaborazione in Poulette no Isu(2014). Quando ascolto  le musiche senza immagini accostate mi sembrano possedere un’atmosfera differente da quella di Noruda, quasi che si tratti di OST tratte da un RPG ma una volta montate in video funzionano perfettamente. After the Storm dei Galileo Galilei non è proprio la luminosa canzone che avevo richiesto ma dopo averla ascoltata diverse volte mi sono reso conto che era un’ottima theme song.

Mandi un messaggio finale ai lettori di “AnimeAnime”.

Arai Anche se si tratta di un film piuttosto breve, sono presenti molti elementi differenti tra di loro. Vorrei che vedeste questa storia come il racconto dell’amicizia di due ragazzi in cui alcune parole hanno un ruolo fondamentale. Se riuscirete a provare un po’ di empatia per i personaggi, sarò estremamente felice.

La ragione per cui ha scelto di trattare la tematica dell’amicizia tra ragazzi è dovuta al rapporto che lei e il signor Ishida avevate prima di diventare professionisti?

Arai Chissà(ride). Il producer Koji Yamamoto la pensa così ma io lascio la risposta a questa domanda agli spettatori(ride).

Grazie mille!

Taifu no Noruda è disponibile su Amazon JP

Il film è stato sottotitolato amatorialmente in italiano ed in inglese.

Arai su Twitter.

Autore originale dell’intervista: Katsunori Takahashi

Un commento

  1. […] Intervista a Yojiro Arai, regista di Taifu no Noruda(AnimeAnime 2015/06/02) Traduzione ad opera del sottoscritto di un articolo tratto da una rivista giapponese, sono rimasto sorpreso della velocità con cui ho completato tutto il lavoro. L’intervista a Tatsuki era durata qualcosa come 20 ore lavoro mentre questa l’ho finita in una serata. Personalmente credo che sia venuto fuori un lavoro, tra l’impaginazione digitale, le nuove immagini ed i link, di livello persino maggiore rispetto all’originale. Nessuno ha ancora notato il tag ARAI SAN NANODA! (ride) […]

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