Intervista esclusiva a Someanithing.come: Anime DVD/BD Sales in Giappone!

Per entrare ancora più nel vivo dei discorsi sull’economia che sta dietro agli anime ho deciso di intervistare Someanithing, il più grande esperto di dati di vendita di DVD/BD giapponesi di tutto l’occidente! Ecco come è andata.

Far  Prima tutto, parlaci un po’ di te e del tuo hobby!

Someani Sono interessato principalmente agli anime(ovviamente) ed ai Vocaloid. Il mio show preferito  è Flip Flappers, ma solitamente tendo a preferire anime di genere slice of life. Faccio riferimento ad opere come gli adattamenti dei vari Manga Time Kirara, Sakura Trick, Hidamari Sketch, Urara Meirochou o Flying Witch. Provo a guardare anche anime di altri generi se ne sento parlare bene da persone di cui mi fido, ma sono gli slice of life che tengono in vita la mia passione.

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L’esorbitante numero di BD di Flip Flappers che Someani ha comprato.

Far  Raccontaci di come hai cominciato la tua attività su someanithing.

Someani Intorno alla metà del 2009, un mio amico aprì una discussione su un forum dedicato agli anime oramai morto da tempo con un link contenente i settimanali dati di vendita Oricon. Dopo un qualche tempo ho preso il controllo della discussione e ho iniziato la compilazione di quei dati. È finita così col diventare una mia abitudine. Poiché la quantità di dati era ormai cresciuta molto iniziava a risultare scomodo tentare di esporre tutto all’interno di una discussione su un forum mi sono convinto a creare un sito web. Originariamente i dati di vendita di BD e DVD mi interessavano perché mi piaceva avere numeri concreti per poter contestualizzare il successo di uno show: nei forum si potevano trovare tutti i giorni discussioni in merito a quanto un certo show sia più popolare di un altro ma mai nessuno cercava di sostenere seriamente la propria tesi. “Popolare” voleva dire spesso “piace a me e/o ai miei amici”e”impopolare” significava “a me e/o ai miei amici non piace”. I dati aiutano a fornire un “reality check” ma dopo del tempo ai miei occhi era ormai chiaro come le vendite dell’home video, per quanto importanti possano essere, sono soltanto una parte della storia. Successo e fallimento sono complessi da misurare, e questo ha permesso di interessarmi al business dell’animazione in maniera più ampia. In questo ambito, ho imparato soprattutto da Ultimatemegax e Yuyucow. Ultimamente spendo una quantità tempo su Someanithing(e su siti come Curiouscat) a parlare di comitati di produzione e di strategie di mediamix  paragonabile quella con cui parlo delle vendite di BD e DVD.

Far Quali sono secondo te i più comuni “falsi miti” che riguardano i dati di vendita degli anime?

Someani Il più grande “falso mito” è che le vendite dei BD e dei DVD possano rivelarti tutto ciò che hai bisogno di sapere su uno show. Questo non è mai stato vero. L’origine di questa credenza probabilmente deriva da due nostri presupposti:

1) Al di fuori del Giappone, o quantomeno in Nord America, l’home video era l’unico bene relativo allo show  acquistabile dalla maggior parte dei fan. Non avevamo(ed ancora oggi molto spesso non abbiamo) accesso al mobage, all’home video degli eventi dal vivo, ai cafe, alle figures e a tutto il resto. Quindi quando ADV o Pioneer licenziava uno show, il suo successo nel mercato di lingua inglese era molto legato alle vendite dei propri DVD. Per questo molti fan sono soliti equiparare direttamente il successo o il fallimento di uno show alle vendite di BD e DVD. Facendo questo minimizzano l’importanza di altri grandi fattori.

2) I dati in merito a BD e DVD sono tracciati in maniera più ampia rispetto a quella di altri prodotti, perché sono più facili da ottenere. Le tabelle realizzate da Oricon per manga e light novel sono pessimi, e la competitività del mercato fa sì che la maggior parte delle serie non venga nemmeno presa in considerazione. Ricercare dati in merito a quanto rendano i mobage o la vendita dei diritti internazionali è praticamente impossibile. Le classifiche dei CD sono penalizzate dal non tenere in considerazione le vendite delle edizioni digitali. I dati dei Box office sono presenti in qualità decente(e sempre più importanti nel contesto attuale) ma rappresentano soltanto una piccola percentuale dell’output del settore dell’animazione. Quindi per la maggior parte il focus sull’home video è dovuto al semplice fatto che ne possiamo parlare perché abbiamo dei dati.

Insomma, no, i BD non sono , il non plus ultra! Ci sono molti più aspetti da considerare. In teoria, un anime che vende 4000 dischi a volume può avere un successo maggiore rispetto ad un concorrente che vende 8000 dischi a volume. Pensare il contrario sarebbe normale ma se la serie da 4000 fa una buona pubblicità al manga che inizia a vendere di più, promuove un videogioco di successo, vende molti CD con la Opening/Ending, è molto visto sui servizi di streaming e così via può essere molto redditizio.  Allo stesso tempo, da quando la gente ha iniziato a comprendere che l’home video non è l’unica forma di guadagno per la maggior parte delle serie, ho sentito di persone che hanno estremizzato dicendo che le vendite non contano minimamente. Questo è ugualmente sbagliato dal momento che in ogni tweet ed in ogni intervista i producer degli anime pregano i fan di comprare i Blu Ray discs. I video publisher sono ancora i maggiori finanziatori dei late-night anime e spesso sono alla guida del production commitee. Il settore dell’animazione sta cercando di fare del suo meglio per diversificarsi ma le vendite dei BD contano ancora. Un altro paio di cose che mi sono venute in mente:

–La “Manabi Line” è obsoleta(e non è stata mai davvero così funzionale), non va assolutamente interpretata come un universale “punto di pareggio”. Non esiste affatto un singolo punto di pareggio tra costi e guadagni per ogni singolo anime.

–Nella stragrande maggioranza dei casi gli studi d’animazione non beneficiano dalle vendite di Home Video. La maggior parte di loro ottiene al massimo una piccolissima somma dalle vendite dei BD(se non addirittura nulla). Nel caso non facciano parte del comitato di produzione vengono semplicemente pagata una tariffa che permetta loro di pareggiare i costi di produzione. Quindi mi raccomando, non gridate contro allo studio d’animazione se non stanno producendo il sequel del vostro show preferito! Sono il più stressato e malpagato anello dell’intera catena di produzione! Siate gentili con loro.

–Non mi pare se ne parli così spesso ultimamente, ma in passato ho dovuto spesso ricordare ai miei lettori che i report di Oricon sono realizzati pensando soltanto ai rivenditori e a coloro che sono davvero interessati a questo settore del business degli anime. Editori come Pony Canyon o Bandai Visual sanno esattamente quante copie hanno spedito, non hanno bisogno dei numeri di Oricon.  Quindi non aspettate che si curino davvero di quello che scrive Oricon in merito alle loro vendite.

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Far Che tipo di problemi presentano i dati Oricon?

Someani La cosa più importante da tenere a mente è che i numeri di Oricon sono sempre inferiori rispetto alle vendite reali. Anche se questo non capita spesso, ogni tanto gli editori dichiarano l’esatto numero delle copie spedite. In questi casi la differenza con dati tracciati può essere davvero considerevole! Dal momento che non tutte le copie spedite venderanno, gli editori sono pagati sulla spedizione, non sull’eventuale numero di copie comprate dai consumatori. Quindi, è importante dire che il numero delle copie spedite è quello più importante. Ho catalogato diversi esempi di grandi divari tra dati Oricon e quelli dichiarati dagli editori. Risulta ancora più evidente per gli anime di successo, questo è del tutto comprensibile dal momento che le serie meno popolari difficilmente farebbero la voce grossa sui reali dati di vendita per ragioni di marketing, ma trovarsi davanti al 49% tracciato da Oricon sulle copie spedite reali di Aria The Animation/Aria The natural o al 46% di Shingeki No Kyojin è un utile memento che Oricon va considerata come una guida utile e non un resoconto accurato di ogni disco venduto. Un importante e recente esempio è quello di Kimi no na wa. Toho(l’editore ndt.) ha dichiarato che avrebbe spedito 1.2 milioni di copie, le vendite della prima settimana riportate da Oricon erano di 638394 dischi. Il gap era dovuto in parte alle vendite estere, in parte riguardava i dischi venduti dopo la prima settimana ed in parte le copie da noleggio. Ma chiaramente, Oricon sarà sempre indietro rispetto ai dati interni della Toho. E sono proprio questi ultimi dati a contare. Oricon è essenzialmente l’unica impresa che si occupa di tracciare i dati di vendita degli home video in Giappone e onestamente sono felice che questi dati siano riportati almeno in parte, ma vanno trattati con cura.  Puoi essere ragionevolmente certo del fatto che uno show con una media di 500 copie vendute a volume sta vendendo meno di uno show che Oricon traccia a 5000 e quando lo si paragona ad uno da 15000 non ci sono più proprio dubbi. Non puoi essere sicuro quando si paragonano numeri come 5000 e 6000 copie vendute. La differenza è troppo piccola per essere considerata importante in una discussione, dal momento che il margine di errore è davvero elevato. Va detto inoltre che tutto ciò che viene spedito fuori dal Giappone non è tracciato. Si tratta comunque di piccoli numeri ma è bene tenerlo ricordarselo. Inoltre, i titoli che continuano a vendere un piccolo numero di copie ma per un periodo di tempo molto prolungato sono spesso visualizzati malamente nelle chart, anche se questo è più un problema di manga e di light novel piuttosto che dell’home video.

Far Qual è l’origine degli elevati prezzi di BD e DVD?

Someani Non mi ritengo un esperto, ma da quel che credo di capire i prezzi dei prodotti home video in Giappone sono semplicemente elevati. Detto questo, risulta costoso produrre anime anche per gli standard giapponesi, in particolar modo la nicchia di anime late night, che compongono la stragrande maggioranza delle serie televisive. Credo quindi che abbiano semplicemente deciso di seguire la via del “poche persone saranno costrette a pagare di più” piuttosto che quella del “molte persone pagheranno di meno”. E per quanto molti fan non giapponesi( in particolar modo americani) rifiutino questa idea, è in realtà frutto di un ragionamento sensato. La maggior parte degli anime late night attraggono un piccolo numero di spettatori, quindi è molto più intelligente ottenere più guadagni possibili da qualche migliaia di devoti fan piuttosto che dimezzare il prezzo dell’home video sperando invano che una audience più larga compri il tuo show. Spesso ci si dimentica che tagliare a metà i prezzi richiede delle vendite più che duplicate rispetto a quanto ci si prospettava all’inizio e nessuno garantisce che ci saranno così tante persone disposte a comprare i tuoi BD indipendentemente dal loro prezzo. A mio avviso questo gran dibattito in merito alle scelte di pricing si è concluso con l’avvento dei servizi di streaming legale in Giappone: i fan più sfegatati comprano ancora i BD(che stanno diventano sempre più un oggetto da collezionisti visto il declino delle release fisiche) mentre tutti gli altri guardano lo show sulla piattaforma che fornisce un piccolo ammontare di denaro al comitato di produzione tra ads ed iscrizioni a pagamento. Dimezzare i prezzi delle release fisiche non ha più senso perché il tuo nuovo target preferirebbe comunque vedere lo show su un ben più economico servizio di streaming.

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Far  Cosa ti ha sorpreso maggiormente addentrandoti nel mondo del business degli anime?

Someani ll fatto che gli “event tickets”(biglietti della lotteria che  in caso di vincita  forniscono la priorità nelle prenotazioni di biglietti per gli eventi live) stanno diventando davvero onnipresenti. Di solito hanno un impatto limitato nelle vendite di show dal target prevalentemente maschile mentre possono davvero incidere moltissimo nelle vendite di show per un pubblico femminile. È un segno di come le produzioni stanno cercando di diversificare le loro fonti di guadagno. Gli eventi dal vivo possono essere considerati ancora una piccola fonte di denaro ma è tra quelle che stanno crescendo più velocemente nell’ultimo periodo.

Far Hai un qualche tipo di messaggio da mandare ai fan degli anime?

Someani  Informatevi sui  comitati di produzione! Sono fondamentali per comprendere perché il mercato dell’animazione continua a funzionare e come funziona. Vi consiglio l’articolo scritto da Ultimatemegax sul Sakugablog se non avete idea di cosa siano. La comprensione del funzionamento dei comitati di produzione vi permette di porvi domande come “come mai questo show è stato realizzato?” o “come mai questo anime ha ricevuto un sequel nonostante le basse vendite dei BD?” in maniera decisamente migliore. I dati disponibili sono soprattutto quelli delle vendite home video ma sapere chi sta finanziando l’anime in questione e perché lo sta facendo ci permette di contestualizzare meglio questi dati. Sono felice di come molte persone hanno iniziato ad apprezzare le discussioni sulle vendite ma sono ancora più felice quando i dati di vendita vengono utilizzati come punto di partenza per comprendere meglio i meccanismi del mercato dell’animazione in maniera più ampia. E se per far “evolvere” il discorso in merito al business degli anime è importante parlare dei dati di vendita, risulta altrettanto descrivere nel dettaglio le loro limitazioni.

Far Grazie mille dell’intervista! Potete seguire Someani anche su Twitter.

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