Enshutsu for Beginners

Certe immagini largamente utilizzate dai più famosi registi di anime sono oramai entrate nell’immaginario collettivo di molti: la passione di Hideaki Anno per i pali elettrici o il massivo uso che Naoko Yamada fa delle inquadrature che si focalizzano sulle gambe dei propri personaggi per rappresentarne gli stati emotivi sono oramai una delle prime cose che ci vengono in mente quando pensiamo a questi grandi nomi dell’animazione. Tuttavia ci sono davvero molti registi meno conosciuti che presentano dei trademark molto definiti. Trademark, o elementi chiaramente riconoscibili, ancora più presenti negli episodi che hanno diretto dove vengono creditati come Enshutsu(演出). Questo vuole essere un articolo per “beginner” che elencherà alcune caratteristiche stilistiche di registi del mondo dell’animazione mainstream meno conosciuti o di cui spesso sentite i nomi ma senza ampie discussioni sul loro stile. Non vuole quindi essere un pezzo di approfondimento ma soltanto un’occasione per stuzzicare il vostro interesse su alcuni di questi personaggi, magari dopo aver letto quali sono i loro quirk registici.

Mitsue Yamazaki(山崎 みつえ)

Yamazaki comincia il suo percorso lavorativo allo studio Nomad come production assistant nel 2000 e successivamente si trasferisce alla Madhouse. Ottiene la sua prima chance di realizzare storyboard nel 2006 su Rozen Maid, sotto la guida di Kou Matsuo di cui parleremo più tardi. Il suo stile presenta moltissimi espedienti strategici di tipi davvero molto diversi tra di loro: utilizza i segnali stradali e i colori dei semafori per esprimere i sentimenti dei personaggi, inserisce dei baloon da manga nei propri cut, fornisce molta importanza ai colori con cui è rappresentato il tempo atmosferico e spesso tende a dirigere il color design imitando i gli acquerelli ed i colori ad olio. Grande fan dei bishonen, spesso tende ad esagerare nel rendere le sue pregne di tensione sessuale.  Attualmente è impegnata alla produzione di New Game!! come storyboarder. Intervistata, si è detta grande fan di Shigehito Takayanagi, Kou Matsuo appunto, Shouko Nakamura e Kunihiko Ikuhara.

Nobukage Kimura(木村 延景)

Kimura è senz’altro uno dei più importanti registi della scuola di Osamu Deazaki attualmente in attività. Entra a far parte della Toei animation appena conclusa l’università con un ruolo del tutto particolare per un debuttante: quello di assistant episode director in Ojemajo Doremi Dokkan. Ha la sua prima chance di dirigere durante la produzione della opening di La Corda D’Oro: Prima Passo. Egli è senza dubbio un professionista d’eccezione, in grado di adattare lo stile del compianto Deazaki ad ogni situazione e ad ogni tipologia di anime. Tra i suoi trick registici tipici figurano le “cartoline”, stillframes dipinti dai background artists, potenti luci in grado di far assomigliare lo spazio fisico del cut al palcoscenico di un teatro, l’utilizzo dei petali dei fiori come metafore di diverso tipo e l’uso di frame quasi monocromatici. Al momento è impegnato con la cinese Emon company.

Noriko Takao(高雄 統子)

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È una dei tanti “ribelli” della Kyoto Animation, che dopo aver perfezionato il proprio stile come animatori e layout artist, si sono buttati con grande successo nell’ambiente di Tokyo. Il suo è uno stile che fornisce molta importanza alla fotografia e allo studio meticoloso dei layout. In altre parole, cerca di fornire molte informazioni allo spettatore non tanto attraverso tipologie particolari di cut o di timing ma cercando di curare con estrema precisione ciò che si trova all’interno delle inquadrature: seppure a volte molto lievi, sono sempre presenti visibili effetti di fotografia, la luce è sempre studiata per avere un impatto particolare e gli oggetti rappresentati cercano sempre di fornire nuove informazioni per comprendere maggiormente il contesto della scena. Anche le forme di questi ultimi sono spesso leggermente aggiustate per completare la mood del cut. Il suo primo storyboard è stato realizzato per l’anime Kanon(2006) mentre l’ultimo proviene da Occultic;Nine. Sono molto invisibili le influenze di Naoko Yamada, Yasuhiro Takemoto e Atsushi Nishigori.

Hiroshi Kobayashi(小林寛)

Il problema che Kobayashi si pone più spesso con la sua regia è il seguente: come posso rappresentare al meglio l’ambientazione e i rapporti tra i personaggi attraverso l’illusione della tridimensionalità di disegni bidimensionali e quel particolare senso di “falso” che percepiamo quando osserviamo disegni dove la terza dimensione non è rappresentata? Egli è un maestro nell’utilizzare i dutch angles, la “finta” profondità dei background egli elementi architettonici a fini metaforici. È inoltre un grande fan del genere Noir. Ha cominciato la sua carriera come animatore nel 2007 come animatore, nel 2010 ha avuto modo di dimostrare il suo talento come regista per la prima volta in un episodio di Yozakura Quartet: Hoshi no Umi. Al momento è uno dei più grandi alleati dello studio Trigger. Tra le sue amicizie personali figurano Keiichi Satou(さとうけいいち) e Yuzuru Tachikawa( 立川譲).

Rintarou(りんたろう)

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Ritarou è uno di quei nomi che (quasi)tutti i fan dell’animazione giapponese avranno sicuramente sentito nominare almeno un paio di volte ma non sono poi in moltissimi ad aver visto più di un paio dei suoi lavori.  Un vero peccato visto che questo talentuoso regista ha influenzato uomini del calibro di Osamu Deazaki, Yoshinori Kanemori, Takuji Endo, Akinori Nagoaka e presenta un sacco di sperimentalismi degni di nota anche oggi nel mondo degli anime del 2017: spesso supervisiona egli stesso la direzione delle animazioni e l’art direction dei propri episodi cercando di fornire all’episodio l’eleganza dei disegni degli shojo anni 70’ e un certo stile abbozzato basato sull’uso delle matite ai fondali. Ha introdotto l’uso del POV ed uno stile di montaggio decisamente “astratto” all’interno dell’animazione giapponese. Anch’egli inserisce spesso i baloon dei manga all’interno delle scene ed ha inventato diversi codici simbolici per esprimere le emozioni dei personaggi: treni, impianti elettrici, simboli religiosi e persino oggettistica fascista! Memorabili sono i suoi mashup realizzati tra il viso dei propri personaggi ed i ricordi durante i flashback, tecnica che a volte alterna all’unione dei primi piani delle protagoniste con sfondi monocromatici o comunque molto semplici. Nei suoi anime non disdegna di mostrare gore, nudità e spesso sono presenti riferimenti a film dell’espressionismo tedesco e della Golden Age of Hollywood. Tra le sue influenze possiamo citare Orson Welles, Fritz Lang, Sergio Leone, Roman Polanski, Carol Reed, Andrzej Wajda, Howard Hawks, Georgiy Daneliya, Akira Kurosawa e Andrei Tarkovski. Ha cominciato la sua carriera nel mondo dell’animazione come animatore e già nel 1963 ha iniziato dirigere alcuni episodi di Astroboy. Vi lascio qui il suo ultimo lavoro, per dimostrare quanto il suo stile sia capace di valorizzare in maniera eccellente anche anime contemporanei.

Osamu Kobayashi(小林 治)

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Osamu Kobayashi è un altro regista che si ispira principalmente al cinema live-action per realizzare i suoi lavori, seppure non disdegni l’inserimento elementi cartooneschi come l’uso massivo di una sua versione del Kanada-style da lui battezzato “limited Kanada-style”. Tra le sue influenze figurano John Ford, Howard Hawks e Jean-Luc Godard. Egli è stato uno dei primi registi a comprendere il potenziale dell’animazione digitale all’interno del panorama degli anime televisivi. Spesso supervisiona egli stesso l‘art direction dei suoi anime, privilegiando background minimali basati su foto reali scattate dall’art crew o da lui stesso. Nei suoi cut spesso compaiono Ufo ed insetti che non centrano minimamente con lo sviluppo della storia, un po’ come se fossero finiti all’interno delle inquadrature per sbaglio. Egli ama curare dettagliatamente in storyboard i vestiti dei personaggi, i loro capelli ed il sound design, a cui spesso contribuisce personalmente sotto la guida degli esperti del settore. Inserisce sempre nei suoi anime scene completamente realizzate da lui dove i character design si fanno grotteschi e le animazioni vengono ridotte all’essenziale. Ha iniziato a dirigere lavorando a progetti indipendenti ma col tempo si è fatto strada nel mainstream, riuscendo a dirigere con ottimi risultati persino uno degli ultimi episodi di Naruto Shippuden.

Rie Matsumoto(松本 理恵)

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Ha cominciato ad interessarsi al mondo dell’animazione dopo aver visto una clip tratta dal film dei Digimon diretto da Hosoda mostratole da un amico. Dopo poco decise di iscriversi al centro studi di Toei Animation anziché alla facoltà di medicina. Questa scelta le permise di partire dalla posizione di assistant animation director e di diventare regista in soli 2 anni! Tra gli elementi che preferisce inserire nei suoi storyboard figurano le fonti di luce dirette, un grande uso di riflessi e rifrazioni e la presenza di un gran numero di palette di colori diverse nello stesso episodio. Spesso supervisiona lei stessa nel dettaglio la fotografia ed il color design dei propri episodi, dettaglio non da poco considerando che non ha mai lavorato come addetta alla fotografia o come colorista. Avendo soltanto 32 anni, figura tra i più giovani registi della storia dell’animazione giapponese nonostante Matsumoto possegga uno stile già piuttosto definito. Tra i suoi maestri figurano ovviamente Mamoru Hosoda ma anche Takuya Igarashi e Yukio Kaizawa. Ha un profondo legame affettivo e lavorativo con l’animatore Yuki Hayashi(林祐己), con cui collabora ad ogni suo lavoro.

Toshiyuki Tsuru(都留 稔幸)

Siamo di fronte ad un mostro, in grado di lavorare praticamente ogni aspetto della produzione dei suoi anime: Script, storyboard, direction, key animation, backgrounds, sound, fotografia e persino 3DCGI! Tra i suoi registi preferiti figurano Yasujirou Ozu, Akira Kurosawa e Hiroyuki Okiura. Tra i suoi quirk registici figurano il lip-syincing realizzato attraverso animazioni estremamente studiate e realistiche, talvolta realizzate anche grazie all’ausilio del rotoscopio, un uso massivo di 3DCG soprattutto per realizzare intricati movimenti di camera, il frequente utilizzo di luci naturali che forniscono alla scena colori mai troppo brillanti e crediti di Opening ed Ending realizzati con una certa cura estetica. Da sempre un grande alleato dello studio Pierrot è spesso criticato dai suoi colleghi per l’eccesiva complessità dei suoi storyboard nonostante lo stesso Okiura lo consideri uno dei migliori registi al momento in attività. È interessante notare un cero parallelismo con Kou Yoshinari per il totale controllo che i due vogliono avere sulle proprie scene tanto che uno degli allievi di Tsuru, Tokuyuki Matsutake, è oggi uno dei principali collaboratori di Yoshinari.

Kou Matsuo(松尾衡)

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Nonostante spesso venga criticato per aver diretto una delle serie mecha più trash di sempre Matsuo risulta un grande innovatore soprattutto per un motivo: i suoi episodi vengono scritti e successivamente subito doppiati. Dopodiché tutto il processo di produzione ruota attorno alle performance vocali dei seiyuu e agli effetti musicali e sonori. In questo modo è possibile curare in maniera particolare le espressioni dei personaggi sullo schermo ed i loro movimenti, un po’ come nei cartoni animati americani. Questa pratica è stata spesso osteggiata dai vari producer con cui ha lavorato per via della necessità di una schedule particolarmente larga per affrontare i possibili inconvenienti del caso. Ama molto utilizzare il linguaggio dei fiori nei suoi anime, utilizza molte luci naturali ed ha particolarmente a cuore la resa dei riflessi dell’acqua e adora emulare le inquadrature del cinema live-action. Preferisce lavorare con chi gli fornisce character design realistici. Spesso ama inserire esperienze di vita vissuta nei suoi anime, accompagnate da musiche tristi e malinconiche. I suoi registi preferiti sono Satoshi Kon, Rintaro e Yoshiaki Kawajiri.

Ryosuke Nakamura(中村 亮介)

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Nakamura è spesso coinvolto in ogni aspetto della produzione dei suoi anime: script, storyboard, regia, animation, backgrounds e sound. Ha formato un inseparabile gruppo creativo formato da lui, l’animatrice Mieko Hosoi, il direttore della fotografia Shinichi Igarashi e dall’art director Hidetoshi Kaneko. Egli è un maestro nell’uso degli acquerelli, principale punto di forza dei background che spesso dirige e realizza lui stesso.  Nonostante sia un animatore esperto, preferisce piuttosto curare i dialoghi piuttosto che i movimenti durante discussioni e momenti decisivi. Spesso i suoi personaggi continuano a ripetere gli stessi concetti più e più volte mentre più e più volte vengono riprodotte le stesse OST. Uno dei suoi marchi di fabbrica è quello di realizzare cut dove foglie di ciliegio cadono dolcemente su uno sfondo nero.

Masashi Ishiyama(石浜 真史)

Compagno di scuola di Tatsuya Oishi, il regista di Kizumonogatari, è particolarmente attento alla fotografia dei suoi cut e al fornire una sensazione di di softness e di freschezza anche alle sue scene più drammatiche. Per farlo si affida spesso ad animatori in grado correggere digitalmente lineart e colori, anche più e più volte. Ha una particolare attenzione per il corpo femminile e per la resa dei colori piatti. Al momento è uno dei più richiesti registi di Opening.

Che dire, qualcuno di questi personaggi ha suscitato in voi curiosità? Magari potremmo scrivere un nuovo articolo sugli enshutsu(episode directors) in futuro o trattare uno di questi più nel dettaglio.

Grazie mille a Ron per l’ispirazione e all’utente anonimo che ha richiesto questo articolo!

(NDA: Visto che ANN è down attualmente i link ai rispettivi artisti verranno messi soltanto successivamente)

 

One comment

  1. […] Noriko Takao, che ha diretto una moltitudine di segmenti ed episodi, ha sostituito Nishigori nella successiva serie Idolm@ster Cinderella Girls. La sua presenza ha contribuito nell’inserire all’interno della serie quella cura nei layout, nel considerare quali elementi devono essere inseriti nell’inquadratura, tipica della Kyoto Animation, lo studio da cui proveniva. Ho parlato brevemente di lei anche qui. […]

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