Vale la pena andare a vedere Oltre le nuvole al cinema?

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l’11 aprile è arrivato e di questo film si è parlato molto, molto poco. Certamente è uno dei meno popolari tra quelli realizzati da Makoto Shinkai ma non fa parte dei meno interessanti a mia modesta opinione.

Il film non presenta nessuna caratteristica che lo rende complesso, intendiamoci bene, ma risulta comunque uno dei film di Shinkai più difficili da apprezzare. Ed è per questo che ho preferito utilizzare la parola interessante piuttosto che una alternativa che ne esprimesse una bellezza facilmente riconoscibile dai più.  Perché certamente presenta elementi originali e apprezzabili ma non sempre in primo piano, cosa che potrebbe farvi annoiare a morte durante la visione. Andiamo ora a valutare questi vari elementi, in primo piano e di background, come al solito senza fare spoiler.

Scrittura e Regia

Il film è scritto come un classico Sekaikei puro. Per farla breve, è una di quelle opere dove i protagonisti, in una situazione di pericolo quasi apocalittica, instaurano un legame; man mano che la storia si sviluppa questa relazione diventa l’unico vero centro del film, mentre le istituzioni politiche e sociali di contorno vengono ignorate. Questo significa che il worldbuilding sarà semplicemente accennato e spesso i nuovi elementi introdotti avranno più che altro lo scopo di farci entrare nell’atmosfera di confusione adolescenziale dei protagonisti piuttosto che quello di portare avanti la storia e saranno spiegati in modo approssimativo o non verranno successivamente tralasciati. Lo stesso “luogo che si trova oltre le nuvole” di cui fin da subito conosceremo la precisa location diventa una metafora della situazione emozionale dei protagonisti e, quasi, nulla più. Se siete quindi grandi fan del genere Sekaikei sicuramente troverete pane per i vostri denti, sopratutto perché la regia si focalizzerà molto sul definire le distanze tra i personaggi e sul modo in cui vivono passivamente le varie situazioni. Una scelta del genere porta però anche a rallentare molto i tempi narrativi, con la presenza un grande strapotere dei cut che raccontano la mood delle scene a discapito dei singoli fatti importanti che compongono l’insieme degli eventi del film. Se la trama vi è sembrata poco interessante, come pure la modalità narrativa che vi ho appena spiegato, questo film non fa per voi e potete smettere di leggere qui poiché tutti gli altri elementi positivi, per quanto supportino la mancanza di chiarezza del film, poggiano le loro basi sul riuscire ad apprezzare questo tipo di storia.

Animazioni e Color Design

I personaggi spesso sono semplicemente abbozzati e ci sono davvero poche divisioni di colore nei keyframes. Gli stessi design non sono particolarmente precisi, similmente a quelli di 5Cm al secondo. Contrariamente al successivo film appena citato le animazioni sono di livello ben superiore e, anche se non sono presenti molti cut dove il movimento fa da padrone, non ci sono molti errori evidenti che potrebbero triggerare i Sakugafan. I colori di personaggi e oggetti, curati dallo stesso Shinkai, si accostano bene alle tonalità del background, seppure nella loro semplicità. Non c’è quindi nessuna vera critica strutturale da fare al film sotto questi punti di vista, ma neanche una particolare lode.

OST e Sound Direction

La OST ricorda molto quella di 5cm al secondo, nel suo cercare di enfatizzare le situazioni di grande nostalgia attraverso la ripetizione dello stesso motivo che si rivelerà poi l’ending theme. Non è presente un grande range di brani e vengono utilizzati tutti nel più classico dei modi, ovvero nel confermare che genere di atmosfera si respira nella scena. Al contrario la sound direction curata da Shinkai presenta un’immensa varietà di suoni diversi, in particolar modo per quanto riguarda i vari mezzi di trasporto nel film,  in grado di fornire un forte senso di realismo nei momenti di vita quotidiana e in quelli dove viene messo in scena il sogno di volare dei due protagonisti maschili. Da questo punto di vista il film non delude assolutamente e si rivela anzi, una piacevole sorpresa.

Background Art

Gli sfondi del film sono probabilmente il maggior punto di forza del film e uno degli elementi di maggior interesse. Non sono mai eccessivamente ricchi di dettagli come quelli di Your Name e del Giardino delle Parole e si focalizzano sull’esprimere o confermare nuove informazioni in ogni cut. Non si limitano a raccontarti che il luogo rappresentato è un “bel posto” ma ci rendono partecipi delle sensazioni dei protagonisti e, più in generale, degli aspetti che permeano la vita degli abitanti della prefettura di Aomori alternativa, la più vicina all’Hokkaido. Va detto, grande merito del film, che i luoghi in cui il film è ambientato sono tutti reali e ben poco manipolati nonostante i fondali non siano stati realizzati copiando foto reali ma partendo dal presupposto che il luogo reale deve ottenere una nuova identità a seconda di quello che la scena deve esprimere. Se vi focalizzate sull’analizzare la background art, la visione del film diventerà un bellissimo percorso emotivo in grado di rendervi davvero partecipi dei sentimenti di Sayuri, Hiroki e Takuya e forse anche di tutti quei popoli che, nel corso della storia, si sono trovati divisi senza sapere davvero il perché. Se siete dei fan del Background porn un minimo ragionato, vale davvero la pena di vederlo sul grande schermo.

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