Riflessioni sparse sul PV di LWA TV

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Pochi giorni fa è stato rilasciato il pv della serie televisiva di Little Witch Academia. Nonostante le poche sostituzioni termini numerici tra i membri dello staff chiave possiamo notare delle interessanti differenze in termini di art direction, color setting e character design mentre davvero pochi aspetti sono rimasti invariati, uno fra tutti la fotografia.

 In merito alle differenze tra nuovi ed vecchi sfondi la motivazione di questo repentino cambiamento è piuttosto banale. Molto semplicemente il geniale Yuuji Kaneko non è stato disponibile per via degli attuali impegni dello Studio Pablo, che oltre a Flip Flappers si sta dedicando ad un ulteriore progetto non ancora annunciato ufficialmente. Il suo posto è ora occupato da Masanobu Nomura dello Studio Bihou. Egli è da sempre in buoni rapporti con lo Studio Trigger avendo già lavorato con molti di loro a 7 episodi di Gurren Lagann come Background Artist, a Panty & Stocking with Garterbelt come Art Director, nell’episodio 17 di The Idolm@ster (invero ufficiale debutto dello studio Trigger) sempre come Background Artist e più recentemente come art director di Kiznaiver. Evitando di fare un lungo discorso tecnico in merito alla background art è però importante dire che la loro maggiore differenza consiste nella modalità di lavoro dei due artisti. Kaneko lavora con colori e pennelli completamente in analogico fianco a fianco con l’animation department e il digital coloring department. Nomura invece lavora completamente in digitale e non si sposta temporaneamente dal suo studio per seguire al meglio i lavori. Con questo non voglio dire che Kaneko sia più talentuoso in termini assoluti rispetto al nuovo art director, il quale ha mostrato una forte propensione per la creazione di interessanti design architettonici  in Kizaniver, ma semplicemente che non lavorare a contatto diretto con lo studio porta necessariamente ad un impoverimento della qualità dei background. Sopratutto in casi come questo, dove il regista ha precise idee ed ha  realizzato lui stesso  diverse concept art. Qui avete un esempio tratto dall’orginale mentre qui uno tratto dal PV della serie tv in modo da poter notare voi stessi le differenze senza ulteriori ricerche. Che poi, intendiamoci, ciò che fa Kaneko non è mai la norma. Gli studi di sola BGA difficilmente hanno la possibilità di avere una tale cura per un singolo progetto e lo studio Pablo si può permettere di fare eccezione solo per via del suoi altissimi standard a livello di personale.

 Passando poi a trattare della fotografia  ci troviamo davanti allo stesso studio e lo stesso direttore: Daisuke Okamura. Il suo lavoro consisterà ancora nello sviluppare luci realistiche da fonti completamente irrealistiche e nel trovare un buona balance tra i suoi effetti, i colori e l’espressività dei disegni originali senza negare l’impatto visivo di uno dei diversi layer dell’immagine cinematografica.  I cut iniziali dedicati a Shiny Chariot sono per fortuna un meraviglioso esempio di come la qualità e le linee guida d’approccio ai disegni siano rimasti invariati rispetto agli OAV grazie al meticoloso lavoro dello studio SANZIGEN, situato nello stesso edificio dello Studio Trigger. I legami tra queste due realtà si fanno sempre più forti di anno in anno ed avere un alleato del genere è decisamente una marcia in più per ogni tipologia di progetto.

Per quanto riguarda il ruolo di character designer a.k.a. chief animation director  la scelta è ricaduta su Shuhei Handa.  Pare oramai evidente quindi che non sia fattibile continuare portare in animazione lo stile di illustrazione tipico di Yoh Yoshinari ed esso verrà sostituito da quello più grezzo, ispirato a Kanada e Sushio, di Handa. Questo ha influenzato ovviamente la color designer Yukiko Kakita, costretta ad adattarsi alle poche color lines di Handa. Per farla molto semplice un maggior numero di color lines permette la realizzazione di un maggior numero di sfumature di colore durante la fase di digital painting ma allo stesso tempo rallenta il lavoro degli animatori. Kaikita, la quale già stata l’addetta al color setting degli OAV ha quindi dovuto cambiare completamente palette al fine di trovare nuovi colori piatti adatti ai vestiti, l’aspetto più trascurato dal chara designer, per ogni personaggio. Questa tipologia di design  permetterà senza dubbio di velocizzare la realizzazione delle animazioni, almeno di quelle più in linea con quel simil-Kanada style che permeava Kill la Kill ma negherà un supporto effetivo ad animazioni più realistiche realizzate con molti disegni. E qui intendo per la prima volta inserirmi nel discorso esprimendo teorie dalla dubbia validità: e se i vecchi design venissero riutilizzati  da animatori esperti per delle particolari scene ad alto impatto visivo?  Non sarebbe una cattiva idea, dal momento che sono pronti, testati e ci sono circa una decina di animatori già ablissimi nel manipolarli al meglio. A sostegno di questa strampalata idea c’è persino la presenza di Yusuke Yoshigaki, grande conoscitore di Yoshinari, ai design minori. Vestiti e accessori addizionali, loghi, armi sono  suo terreno di battaglia ed l’intervento di questa figura  sarà sicuramente indispensabile quando ci sarà la necessità di animare particolari o dettagli dei personaggi. Inquadrature del genere non sono tipiche del Kanada Style e questo ci fa prospettare sicuramente una duplice natura dell’animation direction: correzioni veloci da parte di Handa per quanto riguarda i cut dei giovani animatori che lavoreranno a sakuga dal basso framerate e un maggiore autocontrollo da parte degli animatori più esperti, in primo luogo Takafumi Hori, basato sulle precedenti esperienze e sul materiale preparato da Yoshinari e Yoshigaki.  Little Witch Academia sarà una serie, al pari di KLK, dove si tenterà con tutti i mezzi possibili, da quelli più corretti tecnicmente a quelli più anticonvenzionali, di esprimere la gioia del movimento. Forse non sarà un prodotto autoriale come le precedenti incarnazioni del franchise ma di certo  varrà la pena vedere la serie con un occhio di riguardo, informandosi episodio per episodio, perché ne vedremo delle belle.

PS: il tizio in copertina è Handa, che potete seguire su twitter a questo indirizzo. Sulle sue pazze  avventure e sul suo stile di animazione verrà sicuramente dedicato uno dei prossimi articoli. Sarà senza dubbio un personaggio che imparerete ad amare continuando a seguire questo blog tanto che mii piacerebbe addirittura farlo divenire una mascotte ufficiale del sito! Ad ogni modo, questo articolo per quanto presenti elementi di analisi è stato realizzato anche con lo scopo di discutere con altri fan della serie, per cui mi piacerebbe molto leggere la vostra opinione nella apposita sezione commenti.

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