I riferimenti culturali di Flip Flappers: Jakob von Uexküll

uexskull

Uexkull.

Uexkull, Uexkull! La prima volta che sento questo nome nell’episodio 2 di Flip Flappers rido davvero di gusto. È una parola fin troppo complicata da pronunciare per la povera Minami Takahashi, la seiyuu di Cocona. Dopo aver notato più e più volte lo sforzo della doppiatrice per prounciarlo in modo corretto il dubbio che vi sia una precisa ragione per cui l’animaletto della protagonista si chiami a questo modo si impadronisce temporaneamente della mia mente. Pochi giorni dopo, faccio una breve ricerca su Google e scopro che effettivamente qualcosa sotto c’è, non si tratta di una semplice e simpatica  citazione ma di qualcosa che a mio avviso è in un certo qual modo uno dei riferimenti culturali cardine del worldbuilding di FliFla. Qualcosa in grado di influenzare almeno in minima parte la mia visione di certe scelte narrative dello show.  Ma concludiamo qui questo preambolo e passiamo alla trasmissione di informazioni vera e propria.

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Jakob Johann von Uexküll (1864-1944) è stato uno dei biologi e zoologi più importanti del del secolo scorso, tanto che la sua influenza ha trasceso la disciplina di cui era studioso influenzando persino filosofi come Heidegger, Derrida e Deleuze per citarne tre di davvero importanti. Per farla breve, egli è ricordato sopratutto per  per aver introdotto negli studi sugli animali il concetto di ambiente in relazione alle singole specie animali, in tedesco Umwelt. Prima di lui, gli zoologi definivano l’ambiente come un mondo unitario che comprendeva dentro di sé tutte le specie viventi gerarchicamente ordinate, dalle forme più elementari agli organismi superiori. Egli invece sosteneva che non si possa parlare di un ambiente unitario ma di singoli ambienti senso-percettivi, di piccoli mondi, strutturati su diversi layer spazio-temporali, propri di ogni specie vivente, tutti interconnessi da rapporti causa-effetto ma reciprocamente esclusivi. Il suo più famoso esempio è quello del mondo della zecca, che vi illusterò brevemente. Questo animaletto reagisce a tre soli stimoli: quando la femmina gravida si posiziona su un ramo e attende il passaggio di un animale,un primo stimolo olfattivo, ovvero l’acido butirrico emesso dai follicoli sebacei dei mammiferi, le suggerisce di lasciarsi cadere; grazie a un organo sensibile alla temperatura capisce se è caduta su un animale; se ha avuto fortuna, attraverso il tatto si posiziona su uno spazio di pelle nuda conficcandosi fino alla testa in modo da poter succhiare il sangue caldo. Una volta sazia, si lascia cadere, depone le uova e muore. Sebbene limitato in confronto al nostro, questo è un mondo a parte. Un po’ come le varie maifestazioni del Pure Illusion: siamo pur sempre dinnanzi a piccoli mondi, con le loro regole, le loro caratteristiche peculiari certamente legate ai fatti ed elmenti del mondo “reale” ma in cui è impossibile entrare se non “hackerando” la realtà stessa, skill propria della FliFla ma che la misteriosa organizzazione di antagonisti sembra non possedere. Come ci viene poi detto da Salt e Hidaka nel settimo episodio, le dimensioni di Pure Illusion dovrebbero essere tutte collegate tra di loro, presentare diversi layer di profondità ed essere estrmamente legate alla percezione personale di una relazione tra diversi soggetti. Hidaka sostiene inoltre che questi mondi non siano propri solo dell’uomo, ma di ogni specie vivente e che si tratti di mondi “ideali”, su di un altro piano contestuale. Se ci pensate un attimo, questa è anche la struttura base della series composition fino all’arco conclusivo: episodi legati tra di loro, ma che è possibile vedere in taluni casi anche singolarmente, dove i precedenti influenzano i successivi senza però formare una forte serialità, i cui toni e riferimenti stilistici sono autonomi e completamente diversi uno dall’altro.

Tornando ad Uexküll, egli  sottolinea poi come per tutti gli animali, non sia possibile avere a che fare con un oggetto come tale ma solo con uno degli infiniti portatori di significato di tale oggetto a seconda dell’Umwelt in cui ci si trova. Proprio per via di questa forzata soggettività di fronte ai diversi mondi di Pure Illusion ci troviamo molto spesso perplessi e alla ricerca di una spiegazione maggiormente convincente proveniente dalla bocca dei personaggi. Tra noi e loro vi è il muro dello schermo : mentre la loro percezione del mondo cambia entrando nel Pure Illusion la nostra non muta minimamente. Se avete notato, col passare degli episodi, Cocona, la più incerta e impaurita delle due nell’entrare nei mondi, finisce col trovare situazioni paradossali o comunque estremamente lontane della sua realtà sempre come più normali e meno questionabili. Nell’episodio 7 si trova addirittura ad agire da sola, nonostante subisca le caratteristiche peculiari di quel Pure Illusion, anche con una certa sistematicità e razionalità.  Questo, per quanto possiamo abituarci all’idea che la qualità delle spiegazioni rimanga sempre la stessa, non può avvinire allo stesso modo nella testa dello spettatore perché egli interagisce con Pure Illusion con soli due sensi e da dietro ad uno schermo. Sempre per rimanere in tema con lo spaesamento, Uexküll inseriva spesso nei suoi testi più divulgativi doppie illustrazioni rappresentanti lo stesso paesaggio visto da un essere umano e dal particolare animale preso in esame. A conti fatti, vi è un parallelismo tra quanto detto sopra e questi disegni: ci troviamo di fronte a spaccature percettive che non ci permettono di comprendere la natura degli oggetti che stiamo osservando, cosa che forse negli ultimi episodi è stata ancor più messa in evidenza delle illusioni ottiche. A che senso ha tutto questo o ancora meglio,  c’è davvero un senso dietro a queste influenze così marcate ? Credo che tutto questo sia inscrivibile perfettamente in una storia dove lo sviluppo incostante della sessualità di una delle protagoniste la porta continuamente a percepire il mondo e le sue relazioni con gli altri in maniera sempre nuova, sempre confusionaria. Ultimo ma non meno importante il titolo tradotto letteralmente in italiano di una delle sue opere più importanti è “Ambienti Animali : una passeggiata in mondi sconosciuti ed invisibili”, sottotitolo in grado di rievocare perfettamente l’atmosfera che si rispira guardando le animazioni dell’ending theme.

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Se ci sono poi altri riferimenti che avete notato, sia in merito all’opera di questo studioso che ad altri aspetti possiamo discuterne qua sotto nella sezione commenti o potete mandarmi un messaggio nella sezione contatti. È mia intenzione, ad ogni modo, proseguire questo discorso di analisi riguardo a Flip Flappers non appena avrò raccolto altre informazioni su ulteriori riferimenti culturali(la pittura, il ruolo delle fiabe e delle illusioni ottiche). A serie conclusa invece, potrò esporre più approfonditamente quel che penso in merito agli aspetti tecnici della serie: rapporto tra chara design ed action animation, background art e worldbuilding nei diversi mondi di Pure Illusion sono i due aspetti che per ora mi stanno affascinando maggiormente.

Se siete arrivati fin qui siate stati non bravi e pazienti ma davvero molto bravi e pazienti, dopotutto questo era un articolo anime-related ma pieno di concetti complicati e applicati in modo assolutamente astruso! Io vi saluto e vi chiedo di diffondere questo articolo presso i vostri amici che stanno amando FliFla e che magari apprezzerebbero poter conoscere più a fondo questo Anime.

Fonti: https://en.wikipedia.org/wiki/Jakob_von_Uexk%C3%BCll ; https://de.wikipedia.org/wiki/Jakob_Johann_von_Uexk%C3%BCll ; https://larvalsubjects.wordpress.com/2010/12/16/the-interior-of-objects/

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